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Foto di MUV “Mobility Urban Values”

Muoversi in città non è un gioco. Oppure sì?

di Michela Stentella.

Usare la gamification per migliorare la vita in città sta diventando pratica quotidiana a Palermo. Proprio la scorsa settimana abbiamo raccontato l’esperienza del primo Laboratorio U’Game, un vero e proprio incontro ludico di comunità che si è tenuto nel capoluogo siciliano il 19 settembre all’interno del progetto Partecip@ttivi. Oggi parliamo invece di MUV (“Mobility Urban Values”), progetto finanziato con 4 milioni di euro dall’Unione Europea all’interno del Programma Horizon 2020 Mobilità per la Crescita e coordinato dal laboratorio di design urbano “Push”. Obiettivo del progetto, che coinvolgerà per i prossimi tre anni 14 partner da 8 Paesi europei, è promuovere il trasporto sostenibile e migliorare la mobilità urbana attraverso un gioco che mescola esperienza reale e digitale. La sperimentazione è partita a giugno e coinvolge per ora sei diversi quartieri in sei diverse città: oltre al centro storico di Palermo, Buitenveldert a Amsterdam, Sant Andreu a Barcellona, Muide / Meulested nel porto di Ghent, il centro storico di Fundao, Jätkäsaari a Helsinki. Al centro dell’esperimento una app che traccia i percorsi giornalieri degli utenti e premia quelli più sostenibili e un network di stazioni di monitoraggio per la rilevazione di dati ambientali e la misurazione dell’impatto del progetto sulle aree interessate.

La app Muv incoraggia i cittadini a camminare o ad utilizzare la bici, i mezzi pubblici, il car sharing per i propri spostamenti, premiando questi comportamenti “virtuosi” con coupon regalo. Per monitorare gli spostamenti degli utenti vengono utilizzati il sistema Gps per il rilevamento della posizione e i sensori di movimento presenti negli smartphone che tutti abbiamo ormai in tasca. Chi meno inquina ottiene più punti, che vengono poi convertiti in premi grazie ad accordi tra Push e imprese locali (ristoranti, parrucchieri, centri benessere, e così via). Queste diventano sponsor dell’iniziativa e mettono a disposizione i propri servizi facendosi allo stesso tempo pubblicità. Inoltre, i dati raccolti dalla app e dalle stazioni di monitoraggio ambientali verranno messi a disposizione in formato open, diventando così una preziosa miniera di informazioni per amministratori e policy maker. Infine, le soluzioni di mobilità sono co-create e validate all’interno di workshop che vedono il coinvolgimento delle comunità di cittadini e stakeholder nei quartieri interessati dal progetto.

È molto interessante questo approccio che vede coinvolti tutti gli attori del territorio: cittadini, imprese, attivisti digitali, amministratori. Come sottolineano i responsabili del progetto: “MUV per incentivare la mobilità sostenibile sceglie di non investire sui cambiamenti infrastrutturali, che implicano processi lunghi e costosi, ma punta tutto sulla sensibilizzazione e sul coinvolgimento delle comunità locali con l’obiettivo di tradurre meglio le esigenze dei cittadini in soluzioni e servizi efficaci per le nostre città. Abbiamo scelto di combinare diversi metodi: co-creazione, sensibilizzazione, dinamiche di gioco, incentivi, premi, nuove forme di comunicazione, disegno artistico, ICT, analisi dei dati e governance aperta”.

“L’approccio adottato si presta per essere replicato facilmente in altri contesti urbani – proseguono -. Il coinvolgimento degli utenti in tutte le fasi di progettazione e sperimentazione del servizio, infatti, permette di adattarlo a comunità con caratteristiche e bisogni differenti in ogni città”. Una volta testate, le soluzioni di mobilità progettate all’interno di MUV verranno quindi estese ad altre città europee attraverso delle Open Call lanciate durante il secondo e terzo anno di progetto.

Il tema della mobilità sostenibile sarà al centro del convegno “Mobilità urbana e sostenibile: l’innovazione che facilita la viabilità” in programma il 25 ottobre all’interno di ICity Lab 2017 (Base Milano, 24-25 ottobre). A ICity Lab parleremo anche di partecipazione, in particolar modo nel convegno “PA abilitanti e piattaforme che favoriscono la partecipazione: un confronto tra amministrazioni virtuose”.