Torna a Eventi FPA

News

Photo by Nik MacMillan on Unsplash

​Infrastrutture digitali democratiche per la partecipazione dei cittadini: la piattaforma decidim.barcelona

di Marta Almela Salvador, Researcher IN3/ UOC (Internet Interdisciplinari Institute/ Open University of Catalonia).

Lo sviluppo di un processo partecipativo richiede la considerazione di una serie di aspetti:

  • lo scenario politico;
  • la neutralità delle tecnologie;
  • la rappresentatività degli strumenti di partecipazione e il loro impatto sul processo decisionale.

Innanzitutto, la crisi del sistema politico rappresentativo e la sfiducia dei cittadini nei confronti dei governi e del sistema politico tradizionale determina un contesto di partenza non favorevole.

In questi ultimi anni sono nate nuove forme di espressione dei movimenti politici e delle iniziative cittadine finalizzate a cercare di costruire una democrazia vera e propria, più partecipativa. Gli Indignados, i partiti assembleari, come Podemos o 5 Stelle in Italia, le liste civiche nate da piattaforme come Barcelona en Comú (BComú) e Ahora Madrid non sono solo movimenti di protesta.

Le tecnologie digitali hanno aperto nuove e interessanti opportunità d’innovazione delle forme di partecipazione, ma spesso vengono utilizzate infrastrutture digitali corporative (come Google, Facebook o Twitter) che non garantiscono la piena neutralità. Le piattaforme devono garantire i principi fondamentali della democrazia: una ampia presenza di informazioni, argomenti e posizioni; un collante sociale costituito da esperienze, conoscenze e compiti condivisi; una esposizione a una gamma differenziata di questioni politiche e di principio rilevanti.

I canali e le forme di partecipazione tradizionali soffrono da tempo di diverse criticità: i cittadini che partecipano attivamente sono pochi rispetto alla popolazione, prevalgono i portatori di interesse più forti e le associazioni più organizzate. L’asimmetria tra gli attori che partecipano porta alla marginalizzazione delle fasce sociali e di età più deboli.

Le differenze di conoscenza tra i cittadini e tra i cittadini e l’apparato amministrativo sugli argomenti in discussione e sul processo decisionale limitano la capacità di incidere.
Diverse forme di consultazione elettroniche o tradizionali, quali i referendum, sono limitate dal fatto che, per la loro stessa natura, lasciano ad altri la decisione finale.
La deliberazione delle decisioni raramente è basata sulla discussione e sul dibattito e, in generale, questi processi hanno un effetto limitato sulle politiche.

In ogni caso la partecipazione digitale non dovrebbe essere un extra della partecipazione tradizionale e ancora meno una forma contenuta di partecipare (attraverso un like o un +1, o partecipando a una raccolta di firme online). La partecipazione digitale deve essere il superamento dei limiti della partecipazione tradizionale, una dimensione partecipativa nella quale intervengono dispositivi che consentono di informarsi, collaborare, discutere, contestare, contribuire a un processo decisionale e, successivamente, di monitorare e certificare.

In questo scenario, nel 2016 nasce la piattaforma di democrazia partecipativa decidim.barcelona (in italiano “decidiamo.Barcellona”), dalla mano del giovane governo comunale di Barcellona, orientata non solo a ospitare tutti i processi partecipativi della città, ma anche a costruire una vera democrazia rafforzando i legami politici, l’intelligenza e la volontà collettiva.

Decidim è progettata con criteri di qualità democratica per essere una infrastruttura pubblica-comune, democratica nella sua stessa natura, quindi finanziata pubblicamente, co-progettata con la cittadinanza e governata in modo condiviso.

La governance di Decidim, nell’ambito della quale si progettano e sviluppano i miglioramenti del software e i molteplici aspetti del progetto, è organizzata attorno a una comunità (MetaDecidim), dalla quale fanno parte cittadini, associazioni, SMEs e qualsiasi altro tipo di organizzazione interessata.

Decidim è realizzata come software libero, sviluppata sul framework Ruby on Rails, e con una licenza GNU Affero General Public License v3.0 che consente di utilizzare, copiare e modificare il codice (disponibile in Github). Inoltre, si utilizzano licenze che garantiscono la collaborazione sia per i contenuti (CreativeCommons By-SA) che per i dati (Open Access Database Licences).

Altri principi ai quali si ispira il progetto Decidim, sono:

 

  • l’’ibridazione tecnopolitica online e offline, in cui le pratiche, gli spazi e i processi digitali e in presenza sono connessi e si alimentano reciprocamente (ad esempio, la piattaforma è utilizzata per gli incontri in presenza);
  • la trasparenza e la tracciabilità (i dettagli dell’attività di partecipazione devono essere assolutamente visibili e tracciabili);
  • la partecipazione aumentata, potenziando la dimensione collettiva e in rete, quindi il dibattito e la deliberazione e l’informazione necessaria per partecipare con conoscenza;
  • l’apertura e accessibilità (garantendo l’accesso a tutti attraverso di programmi di formazione e dell’uso di standard di accessibilità esigenti come WAI);
  • l’empowerment dei cittadini e l’effetto sull’azione amministrativa che è facilitata attraverso le funzionalità di accountability.

Il ventaglio di possibilità partecipative su Decidim è ampio e vario. Dai processi partecipativi (compresi i bilanci partecipativi e i testi partecipati come le proposte di legge), a consultazioni pubbliche e referendum attraverso l’accesso a un sistema di voto elettronico esterno, a iniziative cittadine come l’iniziativa legislativa popolare (consentendo ai cittadini di presentare proposte e di raccogliere firme a sostegno), fino ad Assemblee e Consigli municipali o settoriali (definizione delle caratteristiche degli organi e della loro composizione attraverso i profili di partecipanti, convocazioni, calendario di riunioni geolocalizzate). [1]

Dunque, i cittadini possono partecipare e interagire in questi spazi utilizzando le funzionalità della piattaforma: fare proposte e dare un parere (voto), commentare e deliberare, monitorare le interazioni, le azioni e i risultati, partecipare a sondaggi, sessioni in e dibattiti aperti con funzionari eletti, esaminare la documentazione prodotta.

Una caratteristica importante di Decidim è che permette di gestire tutti i processi partecipativi del comune in una unica piattaforma, in una modalità̀ omogenea che rende più facile la partecipazione. Peraltro, è multi-tenant, per cui una singola istanza del software su un server può essere utilizzata da più di una organizzazione (tenant), con una configurazione specifica per ciascuna delle istanze.

Oggi Decidim, oltre che da Barcellona, è utilizzata da altre 9 città Spagnole ed è in fase di test in altre amministrazioni come la Diputació de Barcelona, la Generalitat de Catalunya, la Commission nationale du débat public (CNDP) e il comune di Helsinki.

A Barcellona ci sono 27.010 persone registrate, sono stati aperti 14 processi partecipativi e un’iniziativa cittadina e sono state presentate complessivamente 11.965 proposte, di cui più del 70% sono state adottate come politica pubblica dal comune, il cui controllo e monitoraggio è attivo e trasparente. [ultima consultazione 30/09/2017]

Il 25 ottobre, durante ICity Lab 2017, un confronto tra PA abilitanti e piattaforme che favoriscono la partecipazione: un confronto tra amministrazioni virtuose.

Photo by Nik MacMillan on Unsplash

——————————————————————————————

[1] Alcune funzioni saranno disponibili tra il primo e il secondo trimestre 2018